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Canone – Come venerare i Maestri

buddha gandhara

Dalla raccolta più antica del canone pali il Sutta Nipata ci vengono delle indicazioni  importanti per stabilire un buon rapporto tra discepolo e Maestro e nello stesso tempo, come anche dice il Dalai lama in un articolo di questo numero, mette in guardia dal seguire falsi Maestri in balia della corrente dei desideri che non fanno che aumentare  la confusione. Grande attenzione nella scelta, che deve essere compiuta nei modi e nei tempi giusti e massimo rispetto per il Maestro sono le linee guida essenziali per chi vuole seguire  la via del Dharma. I testi proposti sono tratti dal sito internet www.canonepali.net che ringraziamo in cui è possibile trovare gran parte dei discorsi canonici tradotti in italiano.

Una Barca {Sutta Nipata 2.8 vv. 316-323}

Poiché bisogna venerare

— come i deva, Indra —

colui dal quale

si apprende il Dhamma,

egli, di vasta conoscenza, venerato,

in te fiducioso,

ti rivelerà il Dhamma.

 

Tu, illuminato, attento,

aiutando un maestro così saggio,

praticando il Dhamma,

in linea con il Dhamma,

meditando,

conformandoti ad esso,

diventerai istruito,

mentalmente puro, saggio.

 

Ma se frequenti un mediocre maestro

di poca intelligenza,

che non ha raggiunto la meta,

andrai verso la morte

senza aver compreso il Dhamma durante questa esistenza,

con i tuoi dubbi irrisolti.

 

Come un uomo caduto in un fiume —

tumultuoso, in piena, dalla rapida corrente —

e in balia di questa corrente:

come potrebbe aiutare gli altri ad attraversarla?

 

Allo stesso modo:

colui che non ha

compreso chiaramente il Dhamma,

ascoltato con attenzione gli insegnamenti,

superato i suoi dubbi:

come potrebbe

farlo comprendere agli altri?

 

Ma un barcaiolo

— attento, abile, conoscitore delle tecniche —,

con una solida barca, con remi e timone,

è in grado di far attraversare la corrente ad altri,

allo stesso modo

colui che possiede la conoscenza, istruito,

evoluto, equilibrato

è in grado di far comprendere ad altri il Dhamma —

se sono pronti ad ascoltarlo,

e a comprenderlo.

 

Così: aiutate il maestro saggio,

istruito, intelligente

Così praticando

si conosce la meta,

dopo aver fatto profonda esperienza nel Dhamma,

e si raggiunge la beatitudine.

 

Qual virtù? {Sutta Nipata 2.9 vv. 324-330}  

Tradotto in italiano da Enzo Alfano

“Quale virtù,

quale comportamento,

quali azioni deve promuovere,

una persona per essere rettamente stabile

e per raggiungere la suprema meta”?

 

“Bisogna essere rispettosi

verso i maestri più anziani [ Secondo il Commento, coloro che hanno più saggezza, più abili nella concentrazione e altri aspetti del sentiero della vita santa]

e non provare invidia;

bisogna conoscere il momento giusto

per incontrare i maestri [ Il Commento afferma che il momento giusto per incontrare un maestro quando si ha desiderio, avversione e ignoranza e non si riesce ad abbandonarli];

si deve capire qual è l’occasione giusta ,

quando un discorso sul Dhamma è in corso

bisogna ascoltare attentamente

le parole dette;

bisogna andare al momento giusto,

umilmente, senza ostinazione,

alla presenza dei maestri;

bisogna ricordare e praticare

il Dhamma, il suo significato,

l’autocontrollo e la vita santa.

 

Provando gioia nel Dhamma,

gustando il Dhamma,

ben saldo nel Dhamma,

con una comprensione

su come penetrare il Dhamma,

non parlare in modo nocivo

e offensivo del Dhamma

bisogna farsi guidare

dalle vere e rette parole.

 

Lasciare da parte

la derisione, le chiacchiere,

il lamento, l’odio,

l’inganno, l’ipocrisia,

la cupidigia, l’orgoglio,

l’irruenza, la brutalità,

il peccato, l’infatuazione,

privi di invidia,

saldi interiormente.

 

Di ciò che si ascolta bisogna capirne l’essenza;

la concentrazione è l’essenza

degli insegnamenti.

 

Quando si è distratti e sconsiderati

la saggezza e l’apprendimento

non crescono.

Coloro che sono lieti

negli insegnamenti proclamati dai nobili,

sono senza pari

nella parola, nell’azione e nella mente.

Essi, ben saldi nella calma

nell’umiltà e nella concentrazione,

hanno ottenuto

l’essenza dell’insegnamento

e della saggezza.”

 



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