Storia

La Fondazione Maitreya è il più rilevante istituto di cultura per la promozione della conoscenza del Dharma («legge» o «insegnamento») buddhista in Italia, fondato da quella che è stata certamente una delle personalità di maggiore spicco nella storia del buddhismo nel nostro Paese: Vincenzo Piga (1921-1998), fondatore ugualmente dell’Unione Buddista Italiana, che nel 2012 ha ottenuto l’Intesa con lo stato come previsto dall’art 8 della Costituzione, di cui la Fondazione costituisce l’organo culturale.
L’art. 2 dello statuto ne elenca le finalità, che fra le altre sono quelle di promuovere lo studio e la conoscenza della cultura buddhista di ogni tradizione e il dialogo con la cultura, la società, le arti e le scienze,  sostenere le iniziative dei centri di Dharma, promuovere e gestire attività editoriali per diffondere la conoscenza e la pratica del buddhismo nelle sue varie tradizioni, organizzare incontri e dibattiti sui temi del buddhismo, aiutare discepoli e maestri che si dedichino allo studio e all’insegnamento.

La Fondazione Maitreya è stata formalmente costituita il 6 maggio 1988 con atto pubblico e ha ottenuto il riconoscimento con decreto del Ministero dei Beni Culturali del 29 marzo 1991.

La Fondazione Maitreya non fa capo in particolare ad alcuna delle scuole buddhiste oggi esistenti ma promuove e sviluppa gli insegnamenti buddhisti di ogni tradizione, favorendo l’inserimento della dottrina buddhista in genere nella cultura occidentale. Un aspetto che ha rivestito sempre grande importanza nel pensiero di Vincenzo Piga è stato, appunto, la compatibilità delle religioni orientali con il mondo occidentale e la necessità di creare le condizioni per realizzare la permeabilità fra le due culture, convinto come egli era che attualmente stia prendendo forma un nuovo “veicolo”, che potrebbe essere chiamato Buddhayana (“via del Buddha”), ovvero il buddhismo occidentale: un buddhismo arricchito di un ulteriore spessore – la dimensione della solidarietà e della compassione – tramite l’incontro con l’esperienza cristiana. Maitreya, da cui il nome della fondazione, è il Buddha che deve venire: come nel passato, tutte le volte che la verità sulla liberazione è caduta nell’oblio, è apparso un Buddha, così nel futuro verrà un altro Buddha per rivivificare fra gli uomini la religiosità.

La Fondazione Maitreya, coerentemente ai propri fini statutari, organizza seminari e convegni con studiosi non solo di tutte le scuole buddhiste, ma anche di altre tradizioni religiose, organizza corsi e seminari di meditazione, sostiene l’arrivo di insegnanti e maestri.  Bandisce premi per tesi di laurea che abbiano per oggetto il buddhismo dal punto di vista storico, artistico, filosofico o altro (le commissioni giudicanti sono composte da professori e studiosi delle principali università italiane).

Pubblica il periodico «Dharma», Trimestrale di Buddhismo per la pratica e per il dialogo, che nel 2000  ha sostituito la precedente pubblicazione Pāramitā, edita sempre a cura della Fondazione.

Nel 1998, assieme ad altre comunità religiose, la Fondazione Maitreya ha firmato un protocollo di intenti con il Comune di Roma per la costituzione di un tavolo inter-religioso che ha proposto per dieci anni, fino al 2008,  iniziative nelle scuole romane per migliorare la conoscenza del pluralismo religioso e delle grandi religioni mondiali. Sono stati avvicinati circa 35.000 studenti della capitale della scuola media di I grado e di II grado. Inoltre sono stati attivati corsi di formazione per docenti della scuola dell’infanzia del Comune di Roma. Successivamente il Tavolo interreligioso di Roma ha dato origine a una associazione a  interesse sociale che ha collaborato con la Provincia di Roma nel progetto Città plurali- Biblioteche del mondo (2009-2010), ha cooperato alla redazione di protocolli con  ospedali (santo Spirito e S. Camillo Forlanini di Roma) per l’assistenza spirituale di pazienti di diversa religione e la redazione di un opuscolo per le professioni sanitarie. Inoltre sono stati organizzati corsi per operatori volontari negli ospedali.

La Fondazione ha organizzato per 4 anni a Venezia ( 2001-2005) con la Fondazione Venezia per la Pace il Salone dell’editoria Buddista e orientale in Italia, cui si sono affiancate  attività culturali: presentazione di libri, dibattiti, seminari di approfondimento. Ha curato le scelte editoriali in campo buddista per Case editrici nazionali.

Nel 2003 ha creato il Premio dedicato ai fondatori Vincenzo Piga e Giuseppina Petti, conferito a personalità del mondo della cultura che si sono distinte nel campo della divulgazione delle cultura buddhista in Italia.

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