Uscire dal buio

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Uscire dal buio

Di Gedun Tharcin

La vita è complessa, estremamente difficile  e certamente non possiamo trasformarla in un giorno,  ma è importante riconoscere le difficoltà presenti, averne piena coscienza e quindi contrapporsi alla negatività imperante coltivando la positività interiore.

Le pause che frammentano la meditazione, le letture, lo studio, l’insegnamento hanno un particolare significato, sono una festa, rappresentano il tempo in cui sentire la gioia della pratica, della vera pace interiore, esteriore, universale. Oggi si parla in modo indiscriminato di pace, tutti la sbandierano come proprio vessillo per promuovere sé stessi, i propri interessi, politici o religiosi, ma in questa strumentalizzazione non vi è nulla che assomigli alla pace, la pace è esclusivamente nel cuore umano, mai all’esterno. Il pranzo, la cena, l’ora del the, sono importanti momenti di pausa dal lavoro, dagli affanni quotidiani, in cui riflettere, elaborare consapevolmente, nutrire la pace nel proprio cuore. Se non si percepisce questo aspetto la nostra meditazione sarà sterile, per questo è bene frammentarla con tante piccole pause in cui godere della gioia della meditazione stessa, assaporare ogni istante con concentrazione. Se non sappiamo cogliere questa essenziale fonte di pace continuiamo ad agitarci come pazzi da mattina a sera, rincorrendo non si sa bene cosa in modo distratto, con il pensiero sempre rivolto altrove e mai centrato su ciò che stiamo facendo. Persino nei sogni trasferiamo questo superficiale spreco di tempo.

Dobbiamo dunque imparare a rilassarci e sentire la pace nel nostro cuore perché, come è detto nei Tre Aspetti principali del Sentiero:

“Le circostanze favorevoli e la fortuna sono difficili da ottenere
e la vita non è lunga”.

Dunque i momenti in cui godere pace e serenità sono rarissimi, non si possono comprare al mercato o averli in prestito dalle banche, siamo sempre oppressi dalle preoccupazioni e dall’angoscia, quando incontriamo una circostanza favorevole dobbiamo saperla cogliere e farla fruttare nella pace interiore, diventando così autentici esseri umani. Nei molteplici impegni quotidiani ci muoviamo come robot privi di umanità, qualità che ritroviamo invece nella meditazione, nella contemplazione. Gli uomini sanno progredire notevolmente nella scienza, nelle più complesse invenzioni, ma nessuno può inventare ciò che esiste, dall’inizio alla fine, nel cuore di ognuno:  la vera naturale umanità. Questo è il valore più prezioso, eppure la società cosiddetta evoluta lo sta negando, oggi è perduto, non conta più nulla, le nuove generazioni sono private della sua conoscenza e non ne hanno nemmeno memoria, eppure l’umanità è intangibile e intrinseco patrimonio della cultura umana.

Il materialismo tecnologico pretende di riempire il vuoto interiore degli individui, ma ne scava un baratro ancora più fondo, come le montagne di Carrara, ferite, svuotate, annientate. L’unico elemento che può riempire il cuore umano è la spiritualità che produce , contentezza, pienezza dell’umanità che ognuno deve coltivare con cura in se stesso. E’ impossibile risolvere tutti i problemi del mondo non c’è riuscito Gesù Cristo, né Buddha,  né Gandhi, ma ognuno deve cominciare da sé, riempire il proprio vuoto con tranquillità. L’epoca in cui stiamo vivendo appartiene ai “residui del tempo”, anche conosciuto come  “età oscura”, in lingua indiana Kali-Yuga, in cui ogni spazio è stato occupato dalla negatività, mentre il periodo precedente, dell’ “epoca bianca”, era pieno di positività che poco alla volta è stata consumata dalla dissennatezza degli esseri e ha svuotato spazi sempre più ampi, immediatamente riempiti dall’energia negativa che ora pervade tutto. Abbiamo infiniti esempi di questa degenerazione nelle incredibili violenze suscitate dai motivi più futili e insignificanti, l’infelicità aggressiva pronta ad esplodere al primo soffio, i volti contratti dalle tensioni, la desolazione personale, sociale, ambientale pervade ogni ambito, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta, dai minimi ma devastanti conflitti, alle guerre, ai crimini più efferati contro gli esseri e contro l’ambiente, tutto sta decadendo.

 

D: Quindi il tempo residuo di quest’era corrisponde ai tempi degenerati?

R: Si, Kali-Yuga significa epoca nera, tutta la positività è stata consumata ora ne restano solo residui, per il resto è riempita dalla negatività. La speranza è che una volta toccato il fondo più fondo si potrà risalire, però è un evento ancora lontano e per questo è così difficile ottenere le circostanze favorevoli e la fortuna. Oggi siamo nei tempi degenerati in cui tutto deve essere rigidamente imposto  dall’esterno, i ritmi e le modalità dell’apprendimento, quelli del lavoro che a volte pur occupando tutto il giorno non garantisce nemmeno il minimo vitale. Non c’è più spazio per la naturale crescita umana, tutto è una rincorsa per poter vegetare in una non vita.

Dov’è il tempo necessario per meditare, per coltivare la pace interiore, per assaporarne la gioia? Dov’é? Questo spazio non esiste più, è stato annientato.

La vita è complessa, estremamente difficile a causa di questi tempi di Kali-Yuga che certamente non possiamo trasformare in un giorno,  ma è importante riconoscerli, averne piena coscienza e quindi contrapporsi alla negatività imperante coltivando la positività interiore, dobbiamo avere fiducia nella legge di causa – effetto, nel karma, o in Dio, è la stessa cosa, ricordare che siamo responsabili di ogni evento della nostra vita. La fiducia nel karma, riconoscerlo, accoglierlo consapevolmente e agire di conseguenza è una grande purificazione, il motore più potente per avanzare, è anche più importante della fede nel Buddha, in Dio, a cui ci rivolgiamo chiedendo aiuto. Ma l’aiuto più immediato e certo viene da noi stessi, lo costruiamo noi momento per momento nel karma, non possiamo delegare a nessuno questa responsabilità, nemmeno al Buddha o a Dio.

D: Come nelle guerre entrambi gli eserciti avversari pregano dicendo “Dio è con noi ci proteggerà e vinceremo” e il povero Dio dove dovrebbe schierarsi?…

R: Si, questo è veramente un aspetto ridicolo, soprattutto quando si parla di guerra santa, a Roma ho visto diversi quadri in cui sono raffigurati Papi e vescovi che benedicono i crociati. Lo stesso è avvenuto in Tibet e in tantissime parti del mondo, questi sono gli errori che hanno causato la degenerazione di quest’ era. Dobbiamo dunque chiedere aiuto a noi stessi avendo fiducia nel karma, potremo così far fruttare le rare e preziose circostanze favorevoli e la fortuna. Certamente questi sono tempi negativi, ma il fatto di vivere in questo paese è già una gran fortuna, il livello di vita è elevato, tutti hanno accesso all’istruzione, ad una certa agiatezza, l’unica cosa che manca è la disponibilità mentale, il tempo per fermarsi a riflettere a meditare. Per una vita proficua e completa dobbiamo imparare ad unire i due aspetti, materiale e spirituale, coltivando pace e tranquillità perché solo questo tesoro ci è di aiuto, dall’inizio alla fine di questa stessa esistenza.

Non ha senso vivere in tensione, preoccupati per ciò che avverrà nelle vite future, si sprecano opportunità preziose che invece devono nutrire la positività di questa stessa vita, dobbiamo coltivare qui e ora la pace, la gioia, altrimenti viviamo male il presente senza nemmeno sapere se e come ci saranno altre esistenze. Le circostanze favorevoli possono produrre frutti solo se sono accompagnate dalla fortuna, che è il risultato dell’accumulazione di meriti. La preghiera che accumula meriti non è la richiesta disperata di chissà quale miracolo, ma è mirata a generare le buone intenzioni, è una forma di meditazione, la pratica dell’offerta nella generosità. Le circostanze favorevoli e la fortuna insieme ci permettono di nutrire il nostro cuore, di coltivare l’autentica felicità, la pace la tranquillità. Non esiste per questi tesori il mercato nero come per gli organi umani, li possiamo trovare e alimentare soltanto in noi stessi.

In questi tempi degenerati di assoluta Kali-Yuga in cui il materialismo è la nuova religione, si uccidono esseri umani per prelevare organi da vendere ad altri esseri affinché possano prolungare la loro esistenza. Simili azioni corrompono irrimediabilmente l’energia dell’universo, lo affondano nell’oscurità, eppure una piccola meditazione, un’attitudine diversa nella buona motivazione, apre nell’universo uno spiraglio di luce, contribuisce a rischiarare, a rompere la cortina nera che lo avvolge. Questo è il nostro compito, anche se abbiamo la sensazione che la nostra missione sia impossibile,  è comunque l’unica via che possiamo percorrere. Dobbiamo contrapporre all’oscurità del Kali-Yuga la luce del cuore, della serenità, della pace, del sorriso. Mi capita spesso, camminando nel mio quartiere a Roma di salutare le persone che incontro, ma la maggior parte non risponde e mi guardano in modo strano, sembra che scappino velocemente a testa bassa come tanti automi.

Noi apparteniamo ad un’unica famiglia umana e ognuno deve consapevolmente assumersi la responsabilità del proprio ruolo, della propria missione, non è tanto importante quanto si realizza, ciò che è fondamentale è la volontà, l’intenzione, l’impegno verso l’obiettivo.Le circostanze favorevoli e la fortuna potenziano le buone intenzioni che, praticate giorno dopo giorno, ci permettono di godere consapevolmente della gioia e della pace che riempie il nostro cuore e porta luce a noi stessi e agli altri. Ogni giorno è necessario meditare sugli Otto versi di Trasformazione della Mente  sono una preghiera fondamentale per lo sviluppo e il consolidamento della pratica perché hanno la capacità di penetrare sempre più nella profondità della mente-cuore espandendola, trasformandola poco alla volta in modo naturale ed estremamente potente. Questo amore puro è la forza, unica e incontenibile, che sgorga spontaneamente dai grandi esseri della storia, Gesù, Buddha, i Bodhisattva, i Santi. Un cuore pieno d’amore non lascia spazio libero al dolore,  è completamente riempito dalla gioia.

In occidente si organizzano continuamente importanti conferenze sulla pace, ma se prestate attenzione potete notare come gli oratori siano sempre aggressivi, arrabbiati, questa è la prima cosa che mi ha colpito al mio arrivo dall’India e ne sono rimasto scioccato. Gli argomenti in genere sono di rilevanza fondamentale, sui diritti umani, sull’ambiente, e anche le organizzazioni promotrici estremamente serie, Amnesty International, Green Peace, e tanti altri, eppure in questi meeting c’è tutto fuorché la pace, tutti urlano uno contro l’altro, è un controsenso. I diritti umani devono essere rispettati nel cuore umano, altrimenti non esistono, sono solo parole vuote. Combattere contro gli altri è facile, basta poco per mettere dell’esplosivo e far saltare un palazzo, ma la vera costante faticosa battaglia è con sé stessi, è l’etica sottile che coltiva il rispetto per gli altri, la loro cura, nel ridimensionamento del proprio ego. Non dobbiamo cercare grandi realizzazioni, perché nelle piccole cose, nel lavoro quotidiano molto sottile di pacificazione e gioia del proprio cuore raggiungiamo gli obiettivi più elevati e raffinati. Nel mondo materiale si rincorrono le carriere più importanti e remunerative, ma nella spiritualità è esattamente il contrario, nel minimo, nel nascosto, si ottengono le realizzazioni vere, durature, ricche di luce.