Canone – Il discorso del fuoricasta

Un  aspetto della tradizione indiana che, di fatto, resta ancora radicato è sicuramente quello delle caste. Il Buddha non accettò questo sistema di appartenenza  e suddivisione sociale e spesso vi lottò apertamente. In questo sutra  ( tratto dal Suttanipata 1, 7) ad  un brahmino che, dopo averlo male apostrofato scacciandolo come  un fuoricasta, il più basso gradino sociale,  gli chiede di spiegare che cosa siano le caste,  il Buddha,  utilizzando lo stesso termine negativo con cui era stato chiamato,  indica che “fuori casta”  sono  tutti coloro che compiono azioni  e hanno comportamenti negativi nei confronti degli altri. “Fuoricasta” non si è per nascita ma  si diviene per come ci comportiamo e per come viviamo la nostra vita. Ognuno è responsabile delle proprie  azioni ed acquisisce merito o demerito a seconda di come agisce.  

 

Così ho sentito:

Un tempo il Beato soggiornava presso Savatthi, nel boschetto di Jeta, nel monastero di Anathapindika . Quindi prima di mezzogiorno il Beato dopo essersi vestito, prese mantello e scodella ed entrò nella città di Savatthi per la questua. In quell’occasione un fuoco stava bruciando ed un’offerta era stata preparata nella casa del bramano Aggikabharadvaja. Allora il Beato, mentre era in giro per la questua, giunse alla casa del bramano. Il bramano notando il Beato venire da lontano, gli disse: “Fermati lì, testa rapata, fermati lì monaco miserabile, fermati lì infimo fuoricasta.” Sentendo queste parole il Beato disse al bramano: “Conosci, bramano, chi sia un fuoricasta e quali siano le condizioni che determinano un fuoricasta?” “No, in verità, Venerabile Gotama, io non conosco chi sia un fuoricasta e quali siano le condizioni che lo determinano . Se il Venerabile Gotama mi volesse spiegare il Dhamma in modo da sapere chi è un fuoricasta e quali sono le condizioni che lo determinano .”

“Ascolta dunque, bramano, fai molta attenzione, vado a parlare.”

“Va bene, Venerabile,” rispose il bramano.

1. “Chi è pieno di ira, pieno di astio, e parla male degli altri, con false visioni, ipocrita — costui è un fuoricasta.

2. “chi in questo modo uccide esseri viventi, siano essi nati una volta o nati due volte,[ dvijam, uccelli. Nati due volte in quanto nascono come uovo e poi come uccelli] senza compassione per ogni essere vivente— costui è un fuoricasta.

3. “Chi distrugge ed assedia villaggi e città ed è noto come un oppressore — costui è un fuoricasta.

4. “Sia in un villaggio, o nella foresta, chi ruba ciò che non gli appartiene, ciò che non è dato — costui è un fuoricasta.

5. “Chi avendo contratto un debito, quando gli viene richiesto di pagarlo, dichiara, ‘Non ho nessun debito con te’ — costui è un fuoricasta.

6. “Chi brama qualcosa, uccide una persona per strada, rubando ciò che desidera — costui è un fuoricasta.

7. “Chi per salvare se stesso o per salvare altri o per salvare i propri beni, testimoni il falso— costui è un fuoricasta.

8. “Chi con la forza o con il consenso instaura rapporti sconvenienti con mogli di amici o parenti— costui è un fuoricasta.

9. “Chi non si prende cura dei propri genitori anziani pur avendone la possibilità— costui è un fuoricasta.

10. “Chi picchia o inveisce con parole aspre contro la madre, il padre, il fratello, la sorella o la suocera o il suocero— costui è un fuoricasta.

11. “Chi, interrogato sul bene, illustra ciò che è dannoso, e si esprime in maniera evasiva – costui è un fuoricasta.

12. “Chi, avendo commesso un’azione malvagia, la nasconde agli altri, compiendo il male di nascosto — costui è un fuoricasta.

13. “Chi, essendo ospite a casa di un altro e avendo consumato un buon pasto, non ricambia l’ospitalità ricevuta — costui è un fuoricasta.

14. “Chi, un bramano o un asceta, o un altro mendicante, inganna con false parole — costui è un fuoricasta.

15. “Chi, quando un bramano o un asceta si presenta all’ora dei pasti, lo insulta senza offrigli niente— costui è un fuoricasta.

16. “Chi in questo mondo, avvolto dall’ignoranza, pronuncia parole aspre (asatam) o menzognere a scopo di lucro — costui è un fuoricasta.

17. “Chi, avvilito dal suo orgoglio, esalta se stesso e disprezza gli altri — costui è un fuoricasta.

18. “Chi, preso dalla rabbia, è gretto, ha desideri malsani, è egoista, falso, senza vergogna e paura (di commettere il male) — costui è un fuoricasta .

19. “Chi diffama l’Illuminato (il Buddha), o un suo discepolo, un asceta o un laico — costui è un fuoricasta.

20. “Chi, non essendo un arahant, un Perfetto, pretende di esserlo, è un ladro dell’intero universo — egli è il più vile fra i fuoricasta.

21. “Non per nascita si è un fuoricasta; non per nascita si è un bramano. Si diventa un bramano tramite le proprie azioni.

22. “Capite attraverso questo esempio (il fatto che non per nascita si è un fuoricasta). C’era un figlio di un fuoricasta, Sopaka, di nome Matanga.

23. “Questo Matanga ottenne una così grande fama, molto difficile da ottenere. Molti guerrieri (kshatriyas) e bramani andavano a riverirlo.

24. “Guidando i carri celesti (il Nobile Ottuplice Sentiero) sulla strada del distacco dai desideri , (Sopaka, ora un monaco), raggiunse il regno di Brahma avendo abbandonato i desideri dei sensi.

25. “La sua inferiore nascita non gli impedì di rinascere nel regno di Brahma. Vi sono bramani nati in famiglie di sapienti, conoscitori delle sacre scritture (veda).

26. “Essi spesso hanno commesso azioni malvagie. Sono stati disprezzati in vita , e sono rinati in reami infernali. La loro alta nascita non gli ha impedito di rinascere in un regno doloroso e durante la loro vita di essere biasimati.

27. ” Non per nascita si è un fuoricasta; non per nascita si è un bramano. Si diventa un bramano tramite le proprie azioni. .”

Quando il Buddha terminò di parlare, il Bramano Aggikabharadvaja disse al Beato: “Magnifico, Venerabile Gotama! Straordinario! Proprio come se si rivoltasse ciò che era capovolto, si rivelasse ciò che era nascosto, si mostrasse la via a chi si era smarrito, o si recasse una luce nell’oscurità in modo che chi ha occhi possa vedere le forme, allo stesso modo il Venerabile Gotama — con vari metodi — ha reso chiaro il Dhamma. Io prendo rifugio nel Maestro Gotama, nel Dhamma, e nella comunità dei monaci.

Possa il Venerabile Gotama accettarmi come seguace laico che ha preso in lui rifugio, da questo giorno e per tutta la vita .”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli  di  Piyadassi Thera da The Book of Protection, by Piyadassi Thera (Kandy: Buddhist Publication Society, 1999), tradotto in italiano da Enzo Alfano. www.canonepali.net