Creare la pace

Creare la pace

Parole di Maha Ghosananda

C’è ben poco che possiamo fare per la pace nel mondo se non c’è pace nella nostra mente. Quando iniziamo a creare la pace, iniziamo quindi con il silenzio: la meditazione e la preghiera.

Creare la pace richiede compassione. Richiede la capacità di ascoltare.

Per ascoltare abbiamo bisogno di rinunciare a noi stessi, e alle nostre parole.

Ascoltiamo fino a quando siamo in grado di sentire la nostra natura pacifica.

Via via che impariamo ad ascoltare noi stessi, impariamo anche ad ascoltare gli altri, così che nascano nuove idee. C’è apertura, c’è armonia.

Via via che impariamo ad avere fiducia negli altri, scopriamo nuove possibilità per risolvere i conflitti.

Quando ascoltiamo attentamente, sentiamo crescere la pace.

Creare la pace richiede consapevolezza. Non c’è pace nella gelosia, nell’ipocrisia, o nel criticismo inutile. Dobbiamo decidere che fare la pace è più importante che fare la guerra.

Per creare la pace sono essenziali il lavoro di gruppo e la cooperazione.

C’è ben poco che possiamo fare per la pace fintantoché siamo convinti di essere i soli a sapere come si fa. Un vero creatore di pace si impegnerà solo per la pace e non per la fama, la gloria o anche l’onore.

Creare la pace richiede saggezza. Quello della pace è un cammino che si sceglie consciamente. Non è un vagare senza meta, ma un viaggio che si compie passo dopo passo.

Creare la pace è la via di mezzo dell’equanimità, del non dualismo e del non attaccamento. Creare la pace significa trovare l’equilibrio perfetto tra saggezza e compassione, e tra i bisogni umanitari e le realtà politiche.

Significa compassione senza concessioni e pace senza compromessi.

L’amore universale è l’unica via che conduce alla pace.

 

Maha Ghosananda (1929) è un monaco cambogiano che ha praticato per molti anni in Thailandia sotto la guida di Ajahn Lee Dhammadaro. Ha condotto numerose marce per la pace in Cambogia e nel resto del mondo, testimoniando un fervido impegno in favore di una trasformazione profonda dei singoli e delle società. Nel 1994 è stato candidato al Premio Nobel per la pace.